giovedì 2 luglio 2009

Ilaria Alpi: una DoNNa FuoRi dal CoRo

Un blocco notes, una penna, una telecamera, una domanda di troppo, un colpo d'occhio intorno.
Questo era ILARIA ALPI. Questo è tutto ciò che basta a chi non si accontenta di sparare le notizie, ma vuole capirle.
Ilaria era una donna dolce e sensibile, ma una professionista molto dura, forse anche con se stessa, così ostinata da bruciarsi con il fuoco della sua stessa passione. Soffriva di "mal d'Africa", non riusciva -nonostante l'esigua retribuzione come inviata del Tg3- a stare lontana dalla Somalia... da quelle donne infibulate, da quei bambini denutriti, da quella reteirata violenza che faceva della guerra la quotidianità e del sangue il pasto preferito.
Ma non riusciva a stare lontana neanche da quei "faccendieri" che trasformavano attività di cooperazione con il Sud del mondo in RoTTe & TraFFiCi di ARMI e RIFIUTI TOSSICI.
Fatti, non parole. Nomi e cognomi, non semplici insinuazioni.
Ilaria questa volta aveva le prove. Era arrivata fin dove non avrebbe dovuto osare. Ad un passo dalla verità.
Ma quale VeRiTà?
La verità dei fogli di appunti mai più ritrovati.
La verità delle registrazioni (5 su 11) disperse.
La verità del suo corpo, ricoperto da un semplice camicione, sporco di spietata vigliaccheria.
La verità taciuta da quell'uomo che diceva di amarla, ma che l'ha abbandonata quando il gioco si faceva duro e rischiava di mettere a repentaglio la sua carriera nel Ministero della Marina.
La verità che tutti noi avremmo dovuto conoscere nel suo ultimo servizio, in programma per il tg della sera del 20 marzo 1994... Quella stessa verità che ha corso più di lei, sfiorandole la mano e la mente.

Ilaria Alpi è stata uccisa, insieme al cameraman (e amico) MIRAN HROVATIN, nel pomeriggio di quello stesso giorno, in un agguato a Mogadiscio.


<<Io so. Io so i nomi dei responsabili. I responsabili della strage di Milano, di quella di Brescia e di Bologna. Io so i nomi del gruppo dei potenti. Io so tutti questi nomi e i fatti di cui si sono resi colpevoli, ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perchè sono uno che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, d'immaginare tutto ciò che si tace.
Io so perchè sono uno che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro, che ristabilisce la logica laddove sembrano regnare l'ArBiTraRieTà, la FoLLia, il MiSTeRo. >>
(parole di Pier Paolo Pasolini, tratte dal film di Ferdinando Vicentini Orgagni Ilaria Alpi_ Il più crudele dei giorni, 2003)



sabato 20 giugno 2009

TUTTA COLPA DELL'AMORE!


La fragilità è donna. E' inutile nascondersi dietro il nuovo immaginario femminile che ci vede BELLE, FORTI & SEDUCENTI...come appena uscite da un episodio di Sex and the City.
Anche la più cinica ha un cuore di carne, e non di ferro. Anche la più determinata donna di carriera è disposta a sopportare, dietro le quinte della sua vita privata.

TUTTA COLPA DELL'AMORE!: Tutta colpa di quel sentimento così bello, ma così maledettamente sconvolgente da cancellare qualsiasi traccia di razionalità nel cervello femminile. Quando si ama veramente, ci si svuota quasi di se stesse, sbagliando.
Si perde inconsapevolmente rigorosità nel raggiungere i propri obiettivi, per poi ritrovarli cambiati e mischiati con quelli dell'uomo che si ha accanto.
E, poi, se all'improvviso tutto finisce? Beh, ci si guarda allo specchio & NON CI SI RICONOSCE PIù. Dov'è finito quell'entusiamo e quella voglia di sorprendere? Dov'è finito quel sorriso felice della vita che rendeva radiosa la quotidianità? E quello sguardo riflesso, così maturo e intimamente triste, forse ci ha reso più donne di quanto non volessimo essere.

"SeSSo DeBoLe" _ E' così che gli uomini ci hanno storicamente "etichettato", forse anche per via della nostra capacità di AMARE FINO ALL'ESTREMO. Fino all'estremo della dignità, ai confini dell'umiliazione.
Sarà anche una "predisposizione naturale" della donna quella di abbandonarsi senza riserve alla passione e al sentimento, ma mi rifiuto di credere che non ci sia in serbo per ognuna un'occasione di riscatto, un amore ugualmente intenso ma meno infelice di quelli buttati via.
Conquistata o Conquistatrice, la donna mette in gioco se stessa fino all'ultimo brivido.
E chi può dire che non sia giusto così?
Di certo, è TUTTA COLPA DELL'AMORE!!! :O

mercoledì 17 giugno 2009

LA RIVOLUZIONE DI CUI NON SI PARLA

"Nel mondo arabo la situazione della donna è orrenda. Per gli uomini, le donne sono un PeZZo di MoBiLio, lo cambiano in qualsiasi modo e nessuno chiede perchè lo hanno fatto, specie se hai i soldi e il petrolio."

A dirlo non è la voce di una femminista, ma quella di GHEDDAFI, durante l'incontro -tenutosi a Roma nei giorni scorsi- con una larga rappresentanza di donne italiane.
Mentre noi ci preoccupiamo di voli, ville e veline, in un angolo del mondo lontano, ma forse ormai "vicino", si sta realizzando una RiVoLuZioNe EPoCaLe che riguarda la DoNNa nell'ISlaM.
E' la Libbia di Gheddafi & delle sue donne. Secondo le fonti ufficiali libiche, la violenza contro le donne si sarebbe fermata con la Rivoluzione del 1°Settembre 1969, quando il colonnello liberò il paese dal re Idris Al-Sanusi. Ovviamente le cose non stanno così, come dimostrano i numerosi "Centri di riabilitazione" istituiti dallo Stato per far fronte alle donne in cerca di protezione.
Ma sono innegabili degli evidenti passi in avanti lungo il cammino sabbioso dell'emancipazione femminile islamica, almeno in quel lembo di terra.
Gheddafi, infatti, ha permesso alle bambine di andare a scuola e all'università (diritto all'istruzione così basilare da sembrare quasi banale agli occhi di un europeo), nonostante le frequenti resistenze di docenti e studenti universitari, e ha varato leggi sul matrimonio e sul divorzio che guardano anche alla volontà della donna. Niente male per un paese in cui fino a qualche tempo fa, soprattutto nelle aree rurali, il cortile interno delle case "soffocava" il gentil sesso attraverso un muro altissimo (di circa 4 metri),oltrepassabile solo in compagnia maschile.
Certo, una vera "liberazione della donna" è più che un miraggio nei paesi del Golfo, ma è già sorprendente il fatto che un Gheddafi metta per iscritto, nel suo famoso Libretto verde, che "la discriminazione fra uomo e donna è un atto d'ingiustizia flagrante e ingiustificabile".
Vi è poi un episodio, poco noto, che risale al 1986, quando Gheddafi scrisse a Giovanni Paolo II richiedendo suore italiane per i suoi ospedali. Oggi in Libia sono in 90-100, affiancate da una decina di medici cattolici stranieri.
Piccoli grandi gesti di cui non si parla. Una rivoluzione sottile, ma culturalmente importantissima, che rischia di passare sotto silenzio.

Nel 2000, Stefania Atzori (al cui dramma hanno dato ampio spazio stampa e tv italiane), nel suo libro-diario L'infedele, scriveva:
<<Quando, la notte prima del matrimonio, mia suocera mi raggiunse nella mia camera con in mano un barattolo di ceretta preparata da lei con miele e zucchero, la guardai senza comprendere. "Halawa, halawa" mi indicò più volte quell'intruglio. "Cos'è?A cosa serve?"le chiesi. Sorrise, tentò con qualche parola di francese, mescolata all'inglese e, alla fine, si aiutò con la mimica: dovevo depilarmi. Completamente, anche il pube. Era indispensabile. La fissai inorridita senza aprire bocca. "E' necessario. Bisogna. Tutte le spose devono farlo" aggiunse avvicinandosi con un sorriso.
Mi fece capire che all'uomo arabo provoca ribrezzo un solo pelo sul corpo femminile. Infatti la depilazione dei genitali era non solo approvata, ma addirittura prescritta dall'insegnamento religioso. Le donne l'accettavano per poter piacere agli uomini.
Tutto odorava di incenso. Una delle mie cognate mi aveva spiegato che quel profumo serve a tenere lontano la malasorte. Soprattutto in occasioni importanti come un matrimonio o una nascita, quando il malocchio diventa più potente. La tradizione vuole anche che, prima dell'ingresso degli sposi, la madre di uno dei due si aggiri nella stanza con quel minuscolo braciere in mano, per diffondere il fumo facendo roteare il diffusore e soffiandoci sopra, perchè il profumo raggiunga ogni angolo e scacci gli spiriti maligni. L'operazione è accompagnata dalle tre sure che la suocera recita a voce alta contro ogni maleficio.
Eravamo soli, dopo tutti questi preparativi. Hesham, sdraiato sul letto, giocherellava con i bottoni della casacca del pigiama, aspettando che io mi cambiassi. Parlò all'improvviso, senza guardarmi, interrompendo il nostro silenzio imbarazzato: "Senti, devi sapere che qui da noi, secondo la nostra religione, è la suocera che SVeRGiNa la sposa". Le sue ultime parole rimbombarono nelle mie orecchie come un tuono. Ero scandalizzata e incredula che lui potesse aver usato un termine così brutale: "svergina".
"La madre dello sposo prende un filo di ferro bendato sulla punta e lo infila nella donna, sverginandola senza alcun dolore" chiarì con noncuranza.
"Lo fanno tutte."
Terrore e nausea s'impadronirono di me:in quali mani ero capitata? Non era vero, non era possibile che esistesse una pratica così barbara fra due persone che si erano appena sposate.
Che c'entrava l'amore con tutto questo?
Ripensavo alle ragazze che si erano sposate poche ore prima, insieme a me, e forse in quello stesso momento subivano senza poter reagire quell'umiliazione, il dolore, il lungo ferro bendato che doveva violarle. >> (Cap.9, pagg.91-92-93)

La, seppur minima, speranza che violenze fisiche e psicologiche di tale brutalità stiano lentamente scomparendo in un mondo in cui la donna è abituata a subire non precetti religiosi ingiusti, ma la consapevole e ingiusta distorsione di quei precetti da parte del potere maschile, deve farci guardare all'esempio libico con fiducia.
Questa è la RiVoLuZioNe iN ErBa di cui noi donne VoGLiaMo PaRLaRe!

martedì 19 maggio 2009

Donne VELINE, Donne VELATE

Un colpo forte di vento, una luce che lampeggia, una porta che si apre, tanti occhi che ti fissano. L'aria sembra più pesante del solito oggi in metro. Tra la noncuranza di chi legge e la curiosità di chi osserva,prendo posto frettolosamente.
I miei occhi fissano il vuoto, non hanno il coraggio di reggere tutti gli altri. Ma ci sono due occhi, un pò nascosti, che non posso fare a meno di guardare. Due occhi scuri, profondi, resi ancora più misteriosi da un velo nero girato intorno al viso.E' una donna. Una donna diversa da me.
Io la scruto, lei mi scruta.
Io la biasimo, lei mi biasima.
Penso che la vita le abbia riservato un brutto destino, ma mi sembra di capire che lei stia pensando lo stesso di me.
Io noto la sua pelle naturale, lei il mio rossetto.
Io osservo il suo maglione scuro, lei il mio vestito colorato.
Come un uomo di fronte ad un alieno, ci guardiamo attentamente, in ogni piccolo particolare, per minuti. Quanto siamo diverse... Eppure quanto siamo simili!
Lei non sa che, sotto il mio rimmel, c'è il suo stesso impercettibile riflesso di tristezza...Lei non sa che anch'io sono stata amata, tradita, giudicata...
Lei non sa che una gonna corta non ti fa sentire più libera, ma prigioniera di gesti maliziosi e di pregiudizi. LEI NON SA CHE LA MIA "VITA SCOPERTA" NON è PIù FELICE DELLA SUA "VITA COPERTA".
Posso decidere di che colore fare i capelli, che orecchini mettere, quali scarpe col tacco comprare, ma non posso decidere quale uomo amare. Proprio come lei.
La nostra cultura e il nostro stile di vita sono lontanissimi, i nostri pensieri vicinissimi.
Ancora un ultimo sguardo prima di scendere... Lo scetticismo iniziale è diventato intesa:
Per una "donna velina" & una "donna velata",
la ricerca di una felicità sognata
deve avere lo stesso significato...


mercoledì 13 maggio 2009

°°° PRINCIPESSE SENZA PRINCIPE °°°

Fin da piccole ci viene raccontata sempre la solita favola. Cambiano i personaggi, le ambientazioni, i dettagli, ma non la TRAMA.
"C'era una volta una ragazza carina & tranquilla che aspettava il suo principe azzurro... l'unico in grado di salvarla dalla cattiveria delle persone, dall'ingiustizia del mondo e dalla tristezza della sua "vita da single"(diremmo noi oggi!)". E in genere, dopo mille sopraffazioni e peripezie, eccolo che arriva: LUI, l'uomo in via d'estinsione, dal viso sensibile, il sorriso dolce & i modi gentili.
Arriva a galoppo di un cavallo bianco (simbolo della purezza e della sincerità,certo!xD)e, guarda caso, nel momento giusto. Ma quella ragazza così infelice non avrebbe potuto salvarsi da sola, mettendo la propria intelligenza a servizio del suo futuro?
Certo che no!Le favole ci vogliono così: INDIFESE. E passibili di punizioni "del destino" o maschili quando ci mostriamo curiose e disobbedienti, come nella fiaba di Barbablù.
Cappuccetto rosso... Cenerentola... La bella addormentata... tutti ritratti femminili inerti & in costante attesa. In attesa di una figura più forte e protettiva, che alla fine arriva sì, ma al prezzo più alto. Il prezzo dell'indipendenza.
In fondo le principesse non hanno scelta, non sono libere d'innamorarsi o no: sono DESTINATE AD AMARE QUEL PRINCIPE. Perchè è stato lui a sceglierle.
D'altronde come avrebbe potuto un inchiostro della corte francese seicentesca -come quello di Charles Perrault- dare vita a una principessa senza principe?
Principi & principesse da sempre servono proprio a questo: a FAR SOGNARE..... e ad ILLUDERE sia le donne, fintamente deboli, che gli uomini, fintamente forti.
Occhio, però, a non farsi trasportare troppo dalla magia delle favole::: ben presto si potrebbe essere svegliati bruscamente dal suono della "sveglia della realtà"! :p

giovedì 16 aprile 2009

E' ORA DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE!!!


http://www.youtube.com/watch?v=7E2HZOO5-cQ

"Io vorrei che tu
che tu avessi qualcosa da dire
che parlassi...di più
che provassi una volta a REAGIRE
ribellandoti a quell'eterno incanto...
per vederti lottare
CONTRO CHI TI VUOLE
così INNOCENTE & BANALE: DoNNa.
DoNNa sempre uguale, donna
DoNNa PER NON CAPIRE, donna
DoNNa PER USCIRE
DoNNa DA SPOSARE...
La verità è che al mondo tu servi così!"

(VASCO ROSSI,E poi mi parli di una vita insieme)



...Ma noi non ci piegheremo a queste logiche che vogliono affibbiarci un ruolo,da "brava fidanzata" o "brava mogliettina", incapaci di vedere ciò che agli occhi e al cuore farebbe male.
Noi siamo Donne in grado di AMARE...MA ANCHE DI CAPIRE.
Donne da sposare,ma DA SAPER TRATTARE.
Donne capaci di ANDARE...laddove un altro dolore si può evitare.
Riscriverei così, di getto, dal punto di vista femminile, questa bellissima - & purtroppo ancora attualissima!- canzone di Vasco............. xD

E' curioso vedere come questo FoRTe invito ad una PreSa di Coscienza della propria personalità provenga da una voce maschile...!!!
Forse non è del tutto vero che "al mondo serviamo così",forse troppe volte lo usiamo come alibi,perchè non abbiamo abbastanza forza per andare contro i clichè culturali & commerciali che considerano l'esteriorità della donna un ACCESSORIO.
TUTTE le donne,invece,hanno qualcosa da dire....
La via più facile (e più scelta!) è quella di mostrarsi "innocenti e banali". Ma la via più giusta è quella di avere "il coraggio delle idee", tingendo di carattere gesti e parole, pur non dimenticandosi della bellezza della sensibilità nei sentimenti. ^^

domenica 5 aprile 2009

"TOSTA NON BASTA"

...Così risponde Clint Eastwood a una donna aspirante pugile,nel film Million Dollar Baby.
Ci vuole altro: capacità di capire il MoMeNTo GiuSTo,l'Occasione che vale tutti i sacrifici di una vita, & il tentativo di DiFeNDeRSi SeMPre...CoSTaNTeMeNTe.
Da tutti.
Ostinazione,impegno e duro lavoro sono imprescindibili,ma se non stemperati da pazienza e razionalità,non assicurano il raggiungimento di un risultato stabile.
Quanta rabbia distrugge,invece che trasformarsi in forza positiva.
Quanta smania di riscatto finisce per far crollare castelli di sabbia.
Ma è giusto mettere tutto se stessi al servizio di un sogno?
Si può dare addirittura la vita per ciò che si ama?
Non esiste una risposta. L'etica personale di ognuno è LA risposta.
Ma non confondiamo durezza con forza, resistenza fisica con fermezza morale, concentrazione con perseveranza.
"Tosta non basta!"
Ci sono sfumature che sfuggono ad ogni nostro tentativo di programmare,di dare la piega desiserata al futuro.....
Ci sono situazioni che ci colgono impreparati,ma che inevitabilmente ci cambiano. A volte anche nel corpo.
Non c'è antidoto definitivo all'imprevedibilità. Ma PRoTeGGeRSi, DIFENDENDOSI COSTANTEMENTE, può servire ad evitare qualche duro colpo.