giovedì 2 luglio 2009

Ilaria Alpi: una DoNNa FuoRi dal CoRo

Un blocco notes, una penna, una telecamera, una domanda di troppo, un colpo d'occhio intorno.
Questo era ILARIA ALPI. Questo è tutto ciò che basta a chi non si accontenta di sparare le notizie, ma vuole capirle.
Ilaria era una donna dolce e sensibile, ma una professionista molto dura, forse anche con se stessa, così ostinata da bruciarsi con il fuoco della sua stessa passione. Soffriva di "mal d'Africa", non riusciva -nonostante l'esigua retribuzione come inviata del Tg3- a stare lontana dalla Somalia... da quelle donne infibulate, da quei bambini denutriti, da quella reteirata violenza che faceva della guerra la quotidianità e del sangue il pasto preferito.
Ma non riusciva a stare lontana neanche da quei "faccendieri" che trasformavano attività di cooperazione con il Sud del mondo in RoTTe & TraFFiCi di ARMI e RIFIUTI TOSSICI.
Fatti, non parole. Nomi e cognomi, non semplici insinuazioni.
Ilaria questa volta aveva le prove. Era arrivata fin dove non avrebbe dovuto osare. Ad un passo dalla verità.
Ma quale VeRiTà?
La verità dei fogli di appunti mai più ritrovati.
La verità delle registrazioni (5 su 11) disperse.
La verità del suo corpo, ricoperto da un semplice camicione, sporco di spietata vigliaccheria.
La verità taciuta da quell'uomo che diceva di amarla, ma che l'ha abbandonata quando il gioco si faceva duro e rischiava di mettere a repentaglio la sua carriera nel Ministero della Marina.
La verità che tutti noi avremmo dovuto conoscere nel suo ultimo servizio, in programma per il tg della sera del 20 marzo 1994... Quella stessa verità che ha corso più di lei, sfiorandole la mano e la mente.

Ilaria Alpi è stata uccisa, insieme al cameraman (e amico) MIRAN HROVATIN, nel pomeriggio di quello stesso giorno, in un agguato a Mogadiscio.


<<Io so. Io so i nomi dei responsabili. I responsabili della strage di Milano, di quella di Brescia e di Bologna. Io so i nomi del gruppo dei potenti. Io so tutti questi nomi e i fatti di cui si sono resi colpevoli, ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perchè sono uno che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, d'immaginare tutto ciò che si tace.
Io so perchè sono uno che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro, che ristabilisce la logica laddove sembrano regnare l'ArBiTraRieTà, la FoLLia, il MiSTeRo. >>
(parole di Pier Paolo Pasolini, tratte dal film di Ferdinando Vicentini Orgagni Ilaria Alpi_ Il più crudele dei giorni, 2003)



sabato 20 giugno 2009

TUTTA COLPA DELL'AMORE!


La fragilità è donna. E' inutile nascondersi dietro il nuovo immaginario femminile che ci vede BELLE, FORTI & SEDUCENTI...come appena uscite da un episodio di Sex and the City.
Anche la più cinica ha un cuore di carne, e non di ferro. Anche la più determinata donna di carriera è disposta a sopportare, dietro le quinte della sua vita privata.

TUTTA COLPA DELL'AMORE!: Tutta colpa di quel sentimento così bello, ma così maledettamente sconvolgente da cancellare qualsiasi traccia di razionalità nel cervello femminile. Quando si ama veramente, ci si svuota quasi di se stesse, sbagliando.
Si perde inconsapevolmente rigorosità nel raggiungere i propri obiettivi, per poi ritrovarli cambiati e mischiati con quelli dell'uomo che si ha accanto.
E, poi, se all'improvviso tutto finisce? Beh, ci si guarda allo specchio & NON CI SI RICONOSCE PIù. Dov'è finito quell'entusiamo e quella voglia di sorprendere? Dov'è finito quel sorriso felice della vita che rendeva radiosa la quotidianità? E quello sguardo riflesso, così maturo e intimamente triste, forse ci ha reso più donne di quanto non volessimo essere.

"SeSSo DeBoLe" _ E' così che gli uomini ci hanno storicamente "etichettato", forse anche per via della nostra capacità di AMARE FINO ALL'ESTREMO. Fino all'estremo della dignità, ai confini dell'umiliazione.
Sarà anche una "predisposizione naturale" della donna quella di abbandonarsi senza riserve alla passione e al sentimento, ma mi rifiuto di credere che non ci sia in serbo per ognuna un'occasione di riscatto, un amore ugualmente intenso ma meno infelice di quelli buttati via.
Conquistata o Conquistatrice, la donna mette in gioco se stessa fino all'ultimo brivido.
E chi può dire che non sia giusto così?
Di certo, è TUTTA COLPA DELL'AMORE!!! :O

mercoledì 17 giugno 2009

LA RIVOLUZIONE DI CUI NON SI PARLA

"Nel mondo arabo la situazione della donna è orrenda. Per gli uomini, le donne sono un PeZZo di MoBiLio, lo cambiano in qualsiasi modo e nessuno chiede perchè lo hanno fatto, specie se hai i soldi e il petrolio."

A dirlo non è la voce di una femminista, ma quella di GHEDDAFI, durante l'incontro -tenutosi a Roma nei giorni scorsi- con una larga rappresentanza di donne italiane.
Mentre noi ci preoccupiamo di voli, ville e veline, in un angolo del mondo lontano, ma forse ormai "vicino", si sta realizzando una RiVoLuZioNe EPoCaLe che riguarda la DoNNa nell'ISlaM.
E' la Libbia di Gheddafi & delle sue donne. Secondo le fonti ufficiali libiche, la violenza contro le donne si sarebbe fermata con la Rivoluzione del 1°Settembre 1969, quando il colonnello liberò il paese dal re Idris Al-Sanusi. Ovviamente le cose non stanno così, come dimostrano i numerosi "Centri di riabilitazione" istituiti dallo Stato per far fronte alle donne in cerca di protezione.
Ma sono innegabili degli evidenti passi in avanti lungo il cammino sabbioso dell'emancipazione femminile islamica, almeno in quel lembo di terra.
Gheddafi, infatti, ha permesso alle bambine di andare a scuola e all'università (diritto all'istruzione così basilare da sembrare quasi banale agli occhi di un europeo), nonostante le frequenti resistenze di docenti e studenti universitari, e ha varato leggi sul matrimonio e sul divorzio che guardano anche alla volontà della donna. Niente male per un paese in cui fino a qualche tempo fa, soprattutto nelle aree rurali, il cortile interno delle case "soffocava" il gentil sesso attraverso un muro altissimo (di circa 4 metri),oltrepassabile solo in compagnia maschile.
Certo, una vera "liberazione della donna" è più che un miraggio nei paesi del Golfo, ma è già sorprendente il fatto che un Gheddafi metta per iscritto, nel suo famoso Libretto verde, che "la discriminazione fra uomo e donna è un atto d'ingiustizia flagrante e ingiustificabile".
Vi è poi un episodio, poco noto, che risale al 1986, quando Gheddafi scrisse a Giovanni Paolo II richiedendo suore italiane per i suoi ospedali. Oggi in Libia sono in 90-100, affiancate da una decina di medici cattolici stranieri.
Piccoli grandi gesti di cui non si parla. Una rivoluzione sottile, ma culturalmente importantissima, che rischia di passare sotto silenzio.

Nel 2000, Stefania Atzori (al cui dramma hanno dato ampio spazio stampa e tv italiane), nel suo libro-diario L'infedele, scriveva:
<<Quando, la notte prima del matrimonio, mia suocera mi raggiunse nella mia camera con in mano un barattolo di ceretta preparata da lei con miele e zucchero, la guardai senza comprendere. "Halawa, halawa" mi indicò più volte quell'intruglio. "Cos'è?A cosa serve?"le chiesi. Sorrise, tentò con qualche parola di francese, mescolata all'inglese e, alla fine, si aiutò con la mimica: dovevo depilarmi. Completamente, anche il pube. Era indispensabile. La fissai inorridita senza aprire bocca. "E' necessario. Bisogna. Tutte le spose devono farlo" aggiunse avvicinandosi con un sorriso.
Mi fece capire che all'uomo arabo provoca ribrezzo un solo pelo sul corpo femminile. Infatti la depilazione dei genitali era non solo approvata, ma addirittura prescritta dall'insegnamento religioso. Le donne l'accettavano per poter piacere agli uomini.
Tutto odorava di incenso. Una delle mie cognate mi aveva spiegato che quel profumo serve a tenere lontano la malasorte. Soprattutto in occasioni importanti come un matrimonio o una nascita, quando il malocchio diventa più potente. La tradizione vuole anche che, prima dell'ingresso degli sposi, la madre di uno dei due si aggiri nella stanza con quel minuscolo braciere in mano, per diffondere il fumo facendo roteare il diffusore e soffiandoci sopra, perchè il profumo raggiunga ogni angolo e scacci gli spiriti maligni. L'operazione è accompagnata dalle tre sure che la suocera recita a voce alta contro ogni maleficio.
Eravamo soli, dopo tutti questi preparativi. Hesham, sdraiato sul letto, giocherellava con i bottoni della casacca del pigiama, aspettando che io mi cambiassi. Parlò all'improvviso, senza guardarmi, interrompendo il nostro silenzio imbarazzato: "Senti, devi sapere che qui da noi, secondo la nostra religione, è la suocera che SVeRGiNa la sposa". Le sue ultime parole rimbombarono nelle mie orecchie come un tuono. Ero scandalizzata e incredula che lui potesse aver usato un termine così brutale: "svergina".
"La madre dello sposo prende un filo di ferro bendato sulla punta e lo infila nella donna, sverginandola senza alcun dolore" chiarì con noncuranza.
"Lo fanno tutte."
Terrore e nausea s'impadronirono di me:in quali mani ero capitata? Non era vero, non era possibile che esistesse una pratica così barbara fra due persone che si erano appena sposate.
Che c'entrava l'amore con tutto questo?
Ripensavo alle ragazze che si erano sposate poche ore prima, insieme a me, e forse in quello stesso momento subivano senza poter reagire quell'umiliazione, il dolore, il lungo ferro bendato che doveva violarle. >> (Cap.9, pagg.91-92-93)

La, seppur minima, speranza che violenze fisiche e psicologiche di tale brutalità stiano lentamente scomparendo in un mondo in cui la donna è abituata a subire non precetti religiosi ingiusti, ma la consapevole e ingiusta distorsione di quei precetti da parte del potere maschile, deve farci guardare all'esempio libico con fiducia.
Questa è la RiVoLuZioNe iN ErBa di cui noi donne VoGLiaMo PaRLaRe!

martedì 19 maggio 2009

Donne VELINE, Donne VELATE

Un colpo forte di vento, una luce che lampeggia, una porta che si apre, tanti occhi che ti fissano. L'aria sembra più pesante del solito oggi in metro. Tra la noncuranza di chi legge e la curiosità di chi osserva,prendo posto frettolosamente.
I miei occhi fissano il vuoto, non hanno il coraggio di reggere tutti gli altri. Ma ci sono due occhi, un pò nascosti, che non posso fare a meno di guardare. Due occhi scuri, profondi, resi ancora più misteriosi da un velo nero girato intorno al viso.E' una donna. Una donna diversa da me.
Io la scruto, lei mi scruta.
Io la biasimo, lei mi biasima.
Penso che la vita le abbia riservato un brutto destino, ma mi sembra di capire che lei stia pensando lo stesso di me.
Io noto la sua pelle naturale, lei il mio rossetto.
Io osservo il suo maglione scuro, lei il mio vestito colorato.
Come un uomo di fronte ad un alieno, ci guardiamo attentamente, in ogni piccolo particolare, per minuti. Quanto siamo diverse... Eppure quanto siamo simili!
Lei non sa che, sotto il mio rimmel, c'è il suo stesso impercettibile riflesso di tristezza...Lei non sa che anch'io sono stata amata, tradita, giudicata...
Lei non sa che una gonna corta non ti fa sentire più libera, ma prigioniera di gesti maliziosi e di pregiudizi. LEI NON SA CHE LA MIA "VITA SCOPERTA" NON è PIù FELICE DELLA SUA "VITA COPERTA".
Posso decidere di che colore fare i capelli, che orecchini mettere, quali scarpe col tacco comprare, ma non posso decidere quale uomo amare. Proprio come lei.
La nostra cultura e il nostro stile di vita sono lontanissimi, i nostri pensieri vicinissimi.
Ancora un ultimo sguardo prima di scendere... Lo scetticismo iniziale è diventato intesa:
Per una "donna velina" & una "donna velata",
la ricerca di una felicità sognata
deve avere lo stesso significato...


mercoledì 13 maggio 2009

°°° PRINCIPESSE SENZA PRINCIPE °°°

Fin da piccole ci viene raccontata sempre la solita favola. Cambiano i personaggi, le ambientazioni, i dettagli, ma non la TRAMA.
"C'era una volta una ragazza carina & tranquilla che aspettava il suo principe azzurro... l'unico in grado di salvarla dalla cattiveria delle persone, dall'ingiustizia del mondo e dalla tristezza della sua "vita da single"(diremmo noi oggi!)". E in genere, dopo mille sopraffazioni e peripezie, eccolo che arriva: LUI, l'uomo in via d'estinsione, dal viso sensibile, il sorriso dolce & i modi gentili.
Arriva a galoppo di un cavallo bianco (simbolo della purezza e della sincerità,certo!xD)e, guarda caso, nel momento giusto. Ma quella ragazza così infelice non avrebbe potuto salvarsi da sola, mettendo la propria intelligenza a servizio del suo futuro?
Certo che no!Le favole ci vogliono così: INDIFESE. E passibili di punizioni "del destino" o maschili quando ci mostriamo curiose e disobbedienti, come nella fiaba di Barbablù.
Cappuccetto rosso... Cenerentola... La bella addormentata... tutti ritratti femminili inerti & in costante attesa. In attesa di una figura più forte e protettiva, che alla fine arriva sì, ma al prezzo più alto. Il prezzo dell'indipendenza.
In fondo le principesse non hanno scelta, non sono libere d'innamorarsi o no: sono DESTINATE AD AMARE QUEL PRINCIPE. Perchè è stato lui a sceglierle.
D'altronde come avrebbe potuto un inchiostro della corte francese seicentesca -come quello di Charles Perrault- dare vita a una principessa senza principe?
Principi & principesse da sempre servono proprio a questo: a FAR SOGNARE..... e ad ILLUDERE sia le donne, fintamente deboli, che gli uomini, fintamente forti.
Occhio, però, a non farsi trasportare troppo dalla magia delle favole::: ben presto si potrebbe essere svegliati bruscamente dal suono della "sveglia della realtà"! :p

giovedì 16 aprile 2009

E' ORA DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE!!!


http://www.youtube.com/watch?v=7E2HZOO5-cQ

"Io vorrei che tu
che tu avessi qualcosa da dire
che parlassi...di più
che provassi una volta a REAGIRE
ribellandoti a quell'eterno incanto...
per vederti lottare
CONTRO CHI TI VUOLE
così INNOCENTE & BANALE: DoNNa.
DoNNa sempre uguale, donna
DoNNa PER NON CAPIRE, donna
DoNNa PER USCIRE
DoNNa DA SPOSARE...
La verità è che al mondo tu servi così!"

(VASCO ROSSI,E poi mi parli di una vita insieme)



...Ma noi non ci piegheremo a queste logiche che vogliono affibbiarci un ruolo,da "brava fidanzata" o "brava mogliettina", incapaci di vedere ciò che agli occhi e al cuore farebbe male.
Noi siamo Donne in grado di AMARE...MA ANCHE DI CAPIRE.
Donne da sposare,ma DA SAPER TRATTARE.
Donne capaci di ANDARE...laddove un altro dolore si può evitare.
Riscriverei così, di getto, dal punto di vista femminile, questa bellissima - & purtroppo ancora attualissima!- canzone di Vasco............. xD

E' curioso vedere come questo FoRTe invito ad una PreSa di Coscienza della propria personalità provenga da una voce maschile...!!!
Forse non è del tutto vero che "al mondo serviamo così",forse troppe volte lo usiamo come alibi,perchè non abbiamo abbastanza forza per andare contro i clichè culturali & commerciali che considerano l'esteriorità della donna un ACCESSORIO.
TUTTE le donne,invece,hanno qualcosa da dire....
La via più facile (e più scelta!) è quella di mostrarsi "innocenti e banali". Ma la via più giusta è quella di avere "il coraggio delle idee", tingendo di carattere gesti e parole, pur non dimenticandosi della bellezza della sensibilità nei sentimenti. ^^

domenica 5 aprile 2009

"TOSTA NON BASTA"

...Così risponde Clint Eastwood a una donna aspirante pugile,nel film Million Dollar Baby.
Ci vuole altro: capacità di capire il MoMeNTo GiuSTo,l'Occasione che vale tutti i sacrifici di una vita, & il tentativo di DiFeNDeRSi SeMPre...CoSTaNTeMeNTe.
Da tutti.
Ostinazione,impegno e duro lavoro sono imprescindibili,ma se non stemperati da pazienza e razionalità,non assicurano il raggiungimento di un risultato stabile.
Quanta rabbia distrugge,invece che trasformarsi in forza positiva.
Quanta smania di riscatto finisce per far crollare castelli di sabbia.
Ma è giusto mettere tutto se stessi al servizio di un sogno?
Si può dare addirittura la vita per ciò che si ama?
Non esiste una risposta. L'etica personale di ognuno è LA risposta.
Ma non confondiamo durezza con forza, resistenza fisica con fermezza morale, concentrazione con perseveranza.
"Tosta non basta!"
Ci sono sfumature che sfuggono ad ogni nostro tentativo di programmare,di dare la piega desiserata al futuro.....
Ci sono situazioni che ci colgono impreparati,ma che inevitabilmente ci cambiano. A volte anche nel corpo.
Non c'è antidoto definitivo all'imprevedibilità. Ma PRoTeGGeRSi, DIFENDENDOSI COSTANTEMENTE, può servire ad evitare qualche duro colpo.



venerdì 27 marzo 2009

RiDiAMoCi su!!! .....

Per stemperare un pò gli animi & concederci qualche sana risata sulle frivolezze presenti anche nel MoNDo MaSChiLe,vi riporto qui di seguito una Lettera autentica spedita ad Andrea Biavardi, direttore di FOR MEN MAGAZINE, con commento della LITTIZZETTO:


Lo confesso. Ho ceduto alla tentazione di comprare la nuova rivista maschile "For men magazine".Del resto, come potevo resistere agli affascinanti argomenti annunciati dalla copertina(che, tra parentesi, ritrae un tizio con una faccia da pirla e un asciugamano di spugna bianca che fa tanto "figo da spogliatoio")?

Almeno quattro i titoli memorabili:
  • "Falle dire basta stanotte!"
  • "Ricco entro Pasqua: 15 idee geniali"
  • "Trucchi: mangi il doppio diventi la metà"
  • "Smetti di fumare e voli ai Caraibi".
Non vorrei deludere il geniale direttore Andrea Biavardi, ma a far dire "BASTA" a una donna siete già tutti bravissimi da soli poichè di solito ne abbiamo abbastanza dopo i primi tre minuti. La vostra difficoltà sta nel farle dire "ANCORA!", al limite.Ci pensi su, per il prossimo numero.
Riguardo allo slogan "Ricco entro Pasqua", beh, signor Biavardi, se vuole fare le cose fatte bene, nel prossimo numero alleghi anche due simpatico gadgets: passamontagna e chiave inglese.
Alla promessa "Mangi il doppio e diventi la metà", invece, tenderei anche a credere. Bisogna vedere la metà di cosa.Io se mangio il doppio, signor Biavardi, divento l'esatta metà del Partenone, in effetti.
Infine, sempre in copertina, campeggia la scritta "Smetti di fumare e voli ai Caraibi".Guardi signor direttore, io non ho mai conosciuto uno che abbia smesso di fumare e che sia andato in un'isola tropicale a festeggiare. In compenso ho sentito un sacco di gente che ha cominciato a fumare sostanze illecite e s'è fatta certi viaggi senza neanche uscire di casa che lei neanche si immagina.

Ma questo è solo l'inizio.Una si illude che il peggio sia già tutto in copertina e invece no, il meglio è all'interno! A pagina 52 c'è un avvincente e istruttivo servizio con tanto di foto redazionali su "come slacciarle il reggiseno" che tiene conto nei vari modelli (classico, seduttivo, sportivo...).
A parte l'intelligenza del servizio in sè, vorrei soffermarmi sul consiglio per slacciare rapidamente il modello sportivo, che è :"se lei è spiritosa dacci un taglio con le forbici!".

Biavardi, io le garantisco che sono una donna alquanto spiritosa, ma se un uomo che magari conosco da poco, in un momento di intimità mi tira fuori dal taschino un paio di forbici, io come minimo penso che sia il mostro di Milwaukee e nella migliore delle ipotesi gli assesto un calcio nelle palle che il mese dopo il soggetto in questione passa dal suo For Men Magazine a Donna Moderna.

A pagina 50 poi, si tocca l'apice grazie ad un servizio che affronta la spinosa questione: "Se l'iguana domestico ci prova con tua moglie". Nell'articolo si sostiene infatti che ci sono diversi casi di molestie sessuali da parte di iguana nei confronti di donne con il ciclo.

Senta signor Biavardi, lei l'ha mai vista una donna col ciclo?Mi segua signor direttore, non parlo di una donna in sella al motorino.Parlo della donna in quei giorni lì.Ecco guardi, io in quei giorni ho la cera del cugino It e l'affabilità di Godzilla, non mi si avvicinerebbe a meno di cento metri un velociraptor si figuri un iguana.

E infine, l'apoteosi vera e propria: il test "sei uno stallone o una schiappa?".Le domande sono tra le cose più esilaranti che io abbia mai letto in vita mia.In pratica sei ritenuto uno stallone se rispondi sì a domande come questa:"Ti è mai capitato di farlo con una donna e poco dopo, con la sua compagna di stanza?" "Un sacco di volte! Alla casa di riposo "Domus Mariae".O "Di essere chiamato da una donna che ti chiede se può venire da te alle nove del mattino?" "Sì certo, da una rappresentante della Folletto".Mi fermo qui.

Donne, consoliamoci: noi una volta al mese avremo pure le nostre cose, ma loro una volta al mese hanno For Men Magazine in edicola. Mica lo so' chi sta peggio!!! :D

lunedì 16 marzo 2009

OGNI DONNA HA LA SUA FINESTRA


Come può un artista cogliere,
nella visibilità degli occhi,
quell'invisibile che ogni donna nasconde nel suo sguardo?


Eppure questi segreti sembrano già svelati a Johannes Vermeer,pittore della scuola olandese del '6oo. Prima e dopo di lui la storia dell'arte non ha mai avuto un pittore così attento e sensibile verso le donne.In particolare, le DONNE COMUNI: la lattaia,la merlettaia,la ragazza con l'orecchino di perla,ecc.
Ritratti limpidi e minuziosi,quasi fotografici,degli interni di una quotidianità che ha sempre rappresentato una zavorra per ogni "donna di casa che si rispetti".

Le donne di Vermeer sono sempre colte in uno spazio chiuso,angusto, ma in genere c'è una finestra sul lato sinistro della tela, e in genere lo sguardo della donna guarda lì fuori,verso l'esterno.
Non ne conosciamo le singole storie,ma ognuna ha ottenuto dalla mano dell'artista il proprio angolo di dignità & di comprensione.
I loro occhi,ora attenti allo svolgimento delle faccende domestiche,ora penetranti, lasciano intravedere quella VoGLia di EvaSioNe dal piccolo mondo in cui sono state relegate.Con il corpo sono prigioniere di luoghi stretti e abituali,ma con il pensiero si spingono già altrove,al di là dei muri della stanza.
E' una finestra a dividerle dalla complessità e dalla bellezza della realtà esterna, ma è una finestra a dar loro la possibilità di entrarvi. Non con gli occhi di chi non può,ma con lo sguardo di chi sa di potere.

OGNI DONNA HA LA SUA FINESTRA DI LIBERTA' e,per quanto le possa essere vietato il diritto di realizzazione personale o di espressione creativa, troverà sempre il modo per travalicare quel vetro che non fa godere della vita, ma si limita a rifletterla.




martedì 3 marzo 2009

DENTRO o FUORI un Ruolo

" Cammino per strada e non sono io.Ho in mano una busta,leggera per le mani ma pesante per la testa.
Lì dentro c'è pasta,frutta,pane ed altri alimenti...non una borsa nuova o l'ultimo modello di trench Burberry!

Mi specchio fugacemente ad una vetrina:ho il viso stanco,i capelli lisci un pò elettrizzati e se n'è andato via anche l'ultimo filo di rossetto sulle labbra.
Il mio sguardo s'incrocia,come di consueto,con quello dei passanti...ma non più per cercare approvazione o ammirazione maschile:gli occhi sono profondi, come chiusi in una sottile richiesta d'aiuto.
Ho la mia solita energia,la voglia di fare...di emergere...di realizzare lo stile di vita in cui esprimere appieno me stessa.
Mi sento bella e femminile come sempre e il mio passo svelto continua a guidare i tanti impegni della giornata.
Eppure, Mi VeDo & Mi VeDoNo STRANA. Qualcosa dentro mi tiene a freno.Ho la sensazione che la mia indipendenza sia stata minacciata.La mia libertà gioca a stare dentro e fuori un ruolo-il più classico dei ruoli!-,quello della "brava fidanzata,futura moglie". In questo momento,però,sono completamente sopraffatta. Mi manca il respiro. Vorrei urlare,mollare tutto e tornare indietro, nella tanto spensierata,anche se egocentrica,fase "No RoLe",meglio detta da "single felice & per scelta" (altrui ? ).
Ma non posso.Un Tu DeVi implicito tuona nella mia coscienza. Ecco allora che mi appresto a tornare a casa:è tardi,sono già le 20! Devo preparare in fretta una cena per due e assicurarmi che sia tutto perfetto. E poi il dopo cena...per carità!!! Mai sbagliare l'abbinamento dell'intimo o sottovalutare ciò che è sfuggito all'ultima ceretta sulle gambe!
Guardatemi:sono una PeRFeTTa FiDaNzaTa, LaVoRaTRiCe & DoNNa di CaSa.
Ma se guardate con più attenzione,forse,potete cogliere quel bagliore di nostalgia che rende affascinante il mio sguardo...quella "sottile richiesta d'aiuto" che nessuno intorno a me riesce a leggere.
DENTRO o FUORI un ruolo c'è sempre un mix di SeReNiTà & InSoddiSFazioNe.....
Ma io sono una ventenne qualunque,senza volto nè nome,che si ritrova a vivere e a pensare come una quarantenne!Come tante altre,in amore ho fatto ALL IN. "

mercoledì 25 febbraio 2009

Per Un'Ora d'Amore.....

Il tradimento è una ferita sempre aperta. Anche quando sembra rimarginata o totalmente sparita, è pronta a risanguinare all'improvviso, con quanta più forza e prepotenza.
Una donna lo sa. Una donna tradita non dimentica. Le basta un dettaglio, un'associazione d'idee non voluta, un nome, una marca, un'auto, un pensiero, per farle tornare in mente quell'immagine.
Vede quelle MANI che accarezzano un corpo, ma non è il suo.
Riconosce quell'ODORE di pelle, ma avverte che si è mischiato con un altro profumo femminile.
Sente il trasporto dei BACI, ma non sono le sue labbra ad essere desiderate.
In un istante si rende conto che NoN è più SuO Ciò che è SuO. Resta col fiato sospeso & tutti i dubbi, che pensava di aver reso certezze, tornano a farsi sentire...e non con minore intensità.
Che sia stata tradita o che sia stata lei a tradire, nel momento successivo di razionalità la donna è accompagnata da qualche forma di SeNSo di CoLPa. Il tradimento, d'altronde, è sempre segno di una MANCANZA... Mancanza d'amore, mancanza di contatto, mancanza delle attenzioni sperate, mancanza di sincerità, mancanza di rispetto, mancanza di dialogo, mancanza di desiderio... A ciascuno la sua mancanza!°°°
Ma al di là dei singoli casi (e, come tali, soggettivi) c'è una costante che, nella parte debole o a volte in entrambe le posizioni, non rinuncia ad assicurare la propria presenza: il DOLORE. Il dolore del ricordo soprattutto.
"C'è chi per un'ora d'amore venderebbe anche il cuore", ma il gioco non vale la candela.
Un'ora di presunto amore non vale una delusione vera, destinata -come un virus- a rigenerarsi, anche dopo tempo, nel corpo e nell'anima.




venerdì 20 febbraio 2009

°°°"ReVoLuTioNaRy RoAd"°°°

Cosa c'è di più RiVoLuZioNaRio di una donna che rifiuti le vesti di mogliettina perfetta,sentendosi in gabbia in una bellissima casa in una "zona in"?Oggi come vent'anni fa,è duro a morire il modello di "famiglia da Mulino Bianco",in cui bastano l'allegria dei bambini e la carta di credito del marito per far autoconvincere una donna di vivere una vita felice.Ma cosa rende una vita veramente felice?E,soprattutto,qual è il segreto per non smarrire il senso di un matrimonio,di quella vita insieme su cui un attimo prima si era scommesso?Forse l'amore non può bastare... Forse ciò che serve è il CoMPRoMeSSo. "Compromesso"... Etimologicamente il prefisso cum implicherebbe uno sforzo comune,un reciproco venirsi incontro...un incrocio a metà tra 2 vite.E allora perchè poi,di fatto,l'unico vero compromesso possibile sembra quello tra la donna & la sua volontà di essere?Un compromesso tacito,a volte quasi incosciente,come se biologicamente fossimo nate più predisposte alla conciliazione e alla sopportazione rispetto al genere maschile.

Donne diverse.Donne emancipate, donne inespresse, donne in carriera, donne sottomesse, donne coraggiose, donne fragili, donne impegnate, donne sprecate, donne intelligenti, donne superficiali, donne soddisfatte, donne depresse, donne entusiaste, donne nevrotiche...tutte donne diverse ma ugualmente compromesse.
Non so se sia giusto o meno giustificare l'ingiustificabile e perdonare l'imperdonabile per difendere un sogno d'amore,ma sono sempre più convinta che nelle relazioni ci sia sempre qualcosa su cui chiudere un occhio se si vuole che continuino. Alla favola del "Vissero felici e contenti" non ci crede più nessuno! Non ci credono soprattutto le donne,che ogni giorno fanno i conti con la difficoltà di coniugare la vita pubblica e lavorativa con gli impegni della famiglia,sperando che nel frattempo i mariti non abbiano ben pensato di "distrarsi" altrove e in altra compagnia. Anche le coppie apparentemente speciali(come ci mostra Revolutionary Road,il libro di R.Yates recentemente interpretato al cinema da Leonardo DiCaprio e Kate Winslet),nascondono in fondo un ReTRoGuSTo di CRISI. Crisi che servono a ripartire con maggiore intensità o crisi meramente distruttive.
Una lettura fin troppo disincantata la mia? Può darsi... Ma non diciamoci bugie: l'amore è un impulso fantastico,che dà energia e un altro colore alle giornate, ma VIVERLO NELLA SUA PIENEZZA INIZIALE è diverso dal COSTRUIRGLI ADDOSSO UNA CORAZZA SU MISURA,che lo mantenga INTATTO NEL TEMPO,difendendolo da ogni possibile attacco e da ogni imprevedibile sconvolgimento.
Riuscire in questo sarebbe Più Che RiVoLuZioNaRio!!!....

giovedì 19 febbraio 2009

Il "casus belli": l'INIZIO della FINE.

Questo space non c'era,ma già esisteva. Non era scritto,ma già viveva nella mente...non solo nella mia,ma in quella di tutte le donne consapevoli dell'impellente bisogno di emancipazione. Non è vero che tutti i diritti sono stati conquistati. Non ci basta la libertà di aborto o di divorzio se poi ad assere umiliata quotidianamente è la figura femminile in quanto tale.
VIOLENZA. Continua violenza:fisica, verbale, intenzionale, involontaria, sottile, invisibile, distruttiva, corrosiva, culturale. C'è sempre una traccia di violenza nel nostro vivere sociale.
Oggi torno a casa,stanchissima,dopo un'intera giornata trascorsa all'università tra lezioni e progetti accademici. Apro il pc, per controllare la posta personale, e tra le e-mail non lette ne capto una che mi avvisa di un aggiornamento su una chat. Sono mesi che non entro in quella community,a cui mi era iscritta per gioco, e con fare indifferente clicco sui messaggi ricevuti,lasciati da altri utenti.
E' in questo preciso istante che mi autoconvinco della necessità di organizzare la BaTTaGLia al FeMMiNiLe (in primis mediatica) che mi balenava in testa ormai da tempo.
La mia dignità non ce la fà a reggere il colpo;sento il mio orgoglio "ruggire da dentro" e la mia sensibilità avviarsi verso un'inevitabile sconfitta.
<<Neanche mi conosci e già mi snobbi??Ma buttate a fiume...sfigata!!>> (27 gennaio)
<<Confermo che ti puoi anche buttare a fiume e senza ciambella di salvataggio...Addio,sfigata!!>> (18 febbraio)
Queste sono le parole che mi trovo davanti. A scriverle è un uomo di 30 anni.
Al di là della volgarità del linguaggio, rimango allibita dal sottotesto: chi ti credi di essere per non voler chattare con me? Tu sei una ragazza come tante, magari anche di bell'aspetto,ma se te la tiri così tanto non sei altro che una povera sfigata! Lo sai quante ne trovo meglio di te e che me la diano al primo appuntamento? Fai pure la preziosa....!
Aneddoto banale,ma non da sottovalutare. Forse un errore ricorrente che facciamo noi donne è proprio quello di sottovalutare i segnali,in nome di quella sopportazione e di quella tendenza alla giustificazione maschile ad ogni costo che per tradizione ci portiamo dietro. Eppure basta una semplice parola a smuovere l'animo, a testimoniare che non è stato fatto abbastanza per difendere la dignità femminile dai SoPRuSi del MaSChiLiSMo.
"Sfigata"....continuo a ripeterlo tra me e me,quasi incredula della facilità espressiva con cui sono stata superficialmente etichettata.
Altro che sfigata!Io la figa ce l'ho e come,ma ho anche il cervello e la capacità critica per cogliere il vero peso di questo "scatto di egocentrismo & di sopraffazione maschile", del tutto fuori luogo, di cui sono stata inaspettatamente vittima.
Ciò che valorizza, caratterizza, differenzia & protegge la personalità di ognuno non sono le leggi,né tanto meno i soldi...ma i VaLoRi.
Una donna non sarà mai veramente rispettata,se non sarà riconosciuta la sua parità a livello culturale!
Certo,è difficile cambiare la "forma mentis" di un Paese,come il nostro,in cui per decenni il maschilismo ha messo a tecere le aspirazioni e le giuste pretese delle donne. Ma dobbiamo crederci.
L'universo femminile è fatto di più voci, alcune emarginate e inascoltate, altre invece brillanti ed incoraggianti. Tutte troveranno qui uguale spazio e dignità, sperando che gli aspetti indagati man mano restituiscano la meravigliosa complessità della ViTa in RoSa, tra problemi, emozioni, frivolezze, progetti, passioni....
Alle donne la libertà di parola &
agli uomini,per una buona volta,il dovere dell'ascolto!