mercoledì 25 febbraio 2009

Per Un'Ora d'Amore.....

Il tradimento è una ferita sempre aperta. Anche quando sembra rimarginata o totalmente sparita, è pronta a risanguinare all'improvviso, con quanta più forza e prepotenza.
Una donna lo sa. Una donna tradita non dimentica. Le basta un dettaglio, un'associazione d'idee non voluta, un nome, una marca, un'auto, un pensiero, per farle tornare in mente quell'immagine.
Vede quelle MANI che accarezzano un corpo, ma non è il suo.
Riconosce quell'ODORE di pelle, ma avverte che si è mischiato con un altro profumo femminile.
Sente il trasporto dei BACI, ma non sono le sue labbra ad essere desiderate.
In un istante si rende conto che NoN è più SuO Ciò che è SuO. Resta col fiato sospeso & tutti i dubbi, che pensava di aver reso certezze, tornano a farsi sentire...e non con minore intensità.
Che sia stata tradita o che sia stata lei a tradire, nel momento successivo di razionalità la donna è accompagnata da qualche forma di SeNSo di CoLPa. Il tradimento, d'altronde, è sempre segno di una MANCANZA... Mancanza d'amore, mancanza di contatto, mancanza delle attenzioni sperate, mancanza di sincerità, mancanza di rispetto, mancanza di dialogo, mancanza di desiderio... A ciascuno la sua mancanza!°°°
Ma al di là dei singoli casi (e, come tali, soggettivi) c'è una costante che, nella parte debole o a volte in entrambe le posizioni, non rinuncia ad assicurare la propria presenza: il DOLORE. Il dolore del ricordo soprattutto.
"C'è chi per un'ora d'amore venderebbe anche il cuore", ma il gioco non vale la candela.
Un'ora di presunto amore non vale una delusione vera, destinata -come un virus- a rigenerarsi, anche dopo tempo, nel corpo e nell'anima.




venerdì 20 febbraio 2009

°°°"ReVoLuTioNaRy RoAd"°°°

Cosa c'è di più RiVoLuZioNaRio di una donna che rifiuti le vesti di mogliettina perfetta,sentendosi in gabbia in una bellissima casa in una "zona in"?Oggi come vent'anni fa,è duro a morire il modello di "famiglia da Mulino Bianco",in cui bastano l'allegria dei bambini e la carta di credito del marito per far autoconvincere una donna di vivere una vita felice.Ma cosa rende una vita veramente felice?E,soprattutto,qual è il segreto per non smarrire il senso di un matrimonio,di quella vita insieme su cui un attimo prima si era scommesso?Forse l'amore non può bastare... Forse ciò che serve è il CoMPRoMeSSo. "Compromesso"... Etimologicamente il prefisso cum implicherebbe uno sforzo comune,un reciproco venirsi incontro...un incrocio a metà tra 2 vite.E allora perchè poi,di fatto,l'unico vero compromesso possibile sembra quello tra la donna & la sua volontà di essere?Un compromesso tacito,a volte quasi incosciente,come se biologicamente fossimo nate più predisposte alla conciliazione e alla sopportazione rispetto al genere maschile.

Donne diverse.Donne emancipate, donne inespresse, donne in carriera, donne sottomesse, donne coraggiose, donne fragili, donne impegnate, donne sprecate, donne intelligenti, donne superficiali, donne soddisfatte, donne depresse, donne entusiaste, donne nevrotiche...tutte donne diverse ma ugualmente compromesse.
Non so se sia giusto o meno giustificare l'ingiustificabile e perdonare l'imperdonabile per difendere un sogno d'amore,ma sono sempre più convinta che nelle relazioni ci sia sempre qualcosa su cui chiudere un occhio se si vuole che continuino. Alla favola del "Vissero felici e contenti" non ci crede più nessuno! Non ci credono soprattutto le donne,che ogni giorno fanno i conti con la difficoltà di coniugare la vita pubblica e lavorativa con gli impegni della famiglia,sperando che nel frattempo i mariti non abbiano ben pensato di "distrarsi" altrove e in altra compagnia. Anche le coppie apparentemente speciali(come ci mostra Revolutionary Road,il libro di R.Yates recentemente interpretato al cinema da Leonardo DiCaprio e Kate Winslet),nascondono in fondo un ReTRoGuSTo di CRISI. Crisi che servono a ripartire con maggiore intensità o crisi meramente distruttive.
Una lettura fin troppo disincantata la mia? Può darsi... Ma non diciamoci bugie: l'amore è un impulso fantastico,che dà energia e un altro colore alle giornate, ma VIVERLO NELLA SUA PIENEZZA INIZIALE è diverso dal COSTRUIRGLI ADDOSSO UNA CORAZZA SU MISURA,che lo mantenga INTATTO NEL TEMPO,difendendolo da ogni possibile attacco e da ogni imprevedibile sconvolgimento.
Riuscire in questo sarebbe Più Che RiVoLuZioNaRio!!!....

giovedì 19 febbraio 2009

Il "casus belli": l'INIZIO della FINE.

Questo space non c'era,ma già esisteva. Non era scritto,ma già viveva nella mente...non solo nella mia,ma in quella di tutte le donne consapevoli dell'impellente bisogno di emancipazione. Non è vero che tutti i diritti sono stati conquistati. Non ci basta la libertà di aborto o di divorzio se poi ad assere umiliata quotidianamente è la figura femminile in quanto tale.
VIOLENZA. Continua violenza:fisica, verbale, intenzionale, involontaria, sottile, invisibile, distruttiva, corrosiva, culturale. C'è sempre una traccia di violenza nel nostro vivere sociale.
Oggi torno a casa,stanchissima,dopo un'intera giornata trascorsa all'università tra lezioni e progetti accademici. Apro il pc, per controllare la posta personale, e tra le e-mail non lette ne capto una che mi avvisa di un aggiornamento su una chat. Sono mesi che non entro in quella community,a cui mi era iscritta per gioco, e con fare indifferente clicco sui messaggi ricevuti,lasciati da altri utenti.
E' in questo preciso istante che mi autoconvinco della necessità di organizzare la BaTTaGLia al FeMMiNiLe (in primis mediatica) che mi balenava in testa ormai da tempo.
La mia dignità non ce la fà a reggere il colpo;sento il mio orgoglio "ruggire da dentro" e la mia sensibilità avviarsi verso un'inevitabile sconfitta.
<<Neanche mi conosci e già mi snobbi??Ma buttate a fiume...sfigata!!>> (27 gennaio)
<<Confermo che ti puoi anche buttare a fiume e senza ciambella di salvataggio...Addio,sfigata!!>> (18 febbraio)
Queste sono le parole che mi trovo davanti. A scriverle è un uomo di 30 anni.
Al di là della volgarità del linguaggio, rimango allibita dal sottotesto: chi ti credi di essere per non voler chattare con me? Tu sei una ragazza come tante, magari anche di bell'aspetto,ma se te la tiri così tanto non sei altro che una povera sfigata! Lo sai quante ne trovo meglio di te e che me la diano al primo appuntamento? Fai pure la preziosa....!
Aneddoto banale,ma non da sottovalutare. Forse un errore ricorrente che facciamo noi donne è proprio quello di sottovalutare i segnali,in nome di quella sopportazione e di quella tendenza alla giustificazione maschile ad ogni costo che per tradizione ci portiamo dietro. Eppure basta una semplice parola a smuovere l'animo, a testimoniare che non è stato fatto abbastanza per difendere la dignità femminile dai SoPRuSi del MaSChiLiSMo.
"Sfigata"....continuo a ripeterlo tra me e me,quasi incredula della facilità espressiva con cui sono stata superficialmente etichettata.
Altro che sfigata!Io la figa ce l'ho e come,ma ho anche il cervello e la capacità critica per cogliere il vero peso di questo "scatto di egocentrismo & di sopraffazione maschile", del tutto fuori luogo, di cui sono stata inaspettatamente vittima.
Ciò che valorizza, caratterizza, differenzia & protegge la personalità di ognuno non sono le leggi,né tanto meno i soldi...ma i VaLoRi.
Una donna non sarà mai veramente rispettata,se non sarà riconosciuta la sua parità a livello culturale!
Certo,è difficile cambiare la "forma mentis" di un Paese,come il nostro,in cui per decenni il maschilismo ha messo a tecere le aspirazioni e le giuste pretese delle donne. Ma dobbiamo crederci.
L'universo femminile è fatto di più voci, alcune emarginate e inascoltate, altre invece brillanti ed incoraggianti. Tutte troveranno qui uguale spazio e dignità, sperando che gli aspetti indagati man mano restituiscano la meravigliosa complessità della ViTa in RoSa, tra problemi, emozioni, frivolezze, progetti, passioni....
Alle donne la libertà di parola &
agli uomini,per una buona volta,il dovere dell'ascolto!