lunedì 16 marzo 2009

OGNI DONNA HA LA SUA FINESTRA


Come può un artista cogliere,
nella visibilità degli occhi,
quell'invisibile che ogni donna nasconde nel suo sguardo?


Eppure questi segreti sembrano già svelati a Johannes Vermeer,pittore della scuola olandese del '6oo. Prima e dopo di lui la storia dell'arte non ha mai avuto un pittore così attento e sensibile verso le donne.In particolare, le DONNE COMUNI: la lattaia,la merlettaia,la ragazza con l'orecchino di perla,ecc.
Ritratti limpidi e minuziosi,quasi fotografici,degli interni di una quotidianità che ha sempre rappresentato una zavorra per ogni "donna di casa che si rispetti".

Le donne di Vermeer sono sempre colte in uno spazio chiuso,angusto, ma in genere c'è una finestra sul lato sinistro della tela, e in genere lo sguardo della donna guarda lì fuori,verso l'esterno.
Non ne conosciamo le singole storie,ma ognuna ha ottenuto dalla mano dell'artista il proprio angolo di dignità & di comprensione.
I loro occhi,ora attenti allo svolgimento delle faccende domestiche,ora penetranti, lasciano intravedere quella VoGLia di EvaSioNe dal piccolo mondo in cui sono state relegate.Con il corpo sono prigioniere di luoghi stretti e abituali,ma con il pensiero si spingono già altrove,al di là dei muri della stanza.
E' una finestra a dividerle dalla complessità e dalla bellezza della realtà esterna, ma è una finestra a dar loro la possibilità di entrarvi. Non con gli occhi di chi non può,ma con lo sguardo di chi sa di potere.

OGNI DONNA HA LA SUA FINESTRA DI LIBERTA' e,per quanto le possa essere vietato il diritto di realizzazione personale o di espressione creativa, troverà sempre il modo per travalicare quel vetro che non fa godere della vita, ma si limita a rifletterla.




8 commenti:

  1. Sai Ila', mi fai venire in mente quel quadro di Jan Van Eick, "I coniugi Arnolfini"...

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  2. Quadro molto bello e descrizione (tua) altamente significativa.
    Vermeer c'aveva visto giusto: evadere dalla realtà per dare, in qualche modo, spazio all'immaginario. Anche Leopardi lo diceva, no? :) "Più cose conosci, meno cose hai da fantasticare..."

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  3. Bello l'articolo e non banale la scelta del quadro visto che quando si parla di Vermeer si tende a mettere sempre "La ragazza con l'orecchino di perla" (il titolo originale sarebbe "Ragazza col turbante"), tela da cui sono stati tratti un romanzo ed uno splendido film con Scarlett Johansson.

    Brava Ilaria, continua così!!!

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  4. Il testo esprime un concetto alquanto significativo, malgrado io mi trovi a dissentire riguardo a taluni aspetti. Premettendo che il quadro di Vermeer sia stato dipinto nel 1600(un po' anacronistico fare riferimento ad una casalinga dell'epoca), ritengo che una donna non debba necessariamente evadere dal focolaio domestico per sentirsi libera. Oggi le donne hanno potenzialmente ben più di una finestra per evadere dalla quotidiniatà, non rispettano l'unico vincolo che sarebbero tenute a rispettare (il matrimonio) e trascurano o abbandonano la famiglia per "godersi la vita" come dici tu, trasformando il diritto di libera scelta in spudorato libertinaggio.

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  5. Caro Domenico....ma ti sei reso conto di vivere nel 2009??!?!?!?!?
    O forse possiedi una macchina del tempo di cui noi non sappiamo nulla...
    Dovresti poi considerare che non è solo la donna a dover ripsettare il vincolo del matrimonio: CHE POI, SE PROPRIO VOGLIAMO FARE I SACCENTI,NON E' UN VINCOLO MA UN CONTRATTO PER DEFINIZIONE...ERGO, prima di sparare parole di cui non conosci il significato esatto, ti consiglio di acculturarti.
    Anyway....andiamo avanti: ESCI DAGLI SCHEMI MENTALI E ANACRONISTICI che ti sei creato e pensa a calarti nella realtà attuale.
    Questo non implica l'abbandono di determinati valori o credenze, ma semplicemente una REALISTICA OSSERVAZIONE DELLA VITA QUOTIDIANA ATTUALE.
    "Godersi la vita" non è un reato...e la si può godere sia da single che da sposati: questa è una scelta personale.
    Parli tanto di anacronismo...ma evidentemente non sai bene nemmeno tu, che citi questa parola, cosa significhi: sei il primo ad esserlo, se ancora mantieni concezioni antiquate.
    Questa è la mia MODESTA OPINIONE...

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  6. Detesto fare la persona che si erge ma visto che mi parli di cultura, ti riporto la citazione del dizionario della lingua italiana "Devoto Oli" del termine anacronistico.ANACRONISTICO: "Che non corrisponde o contrasta con le esigenze del proprio tempo".
    Ti invito a rileggere il mio commento e a fare attenzione a cosa sia riferito anacronistico, non vedo infatti come una casalinga del 1600 possa essere attinente con una donna occidentale del ventunesimo secolo. Inoltre ti invito a fare attenzione alle mie parole, considerato il fatto che quelli che consideri miei "schemi mentali" sono semplicemente delle euristiche che ti sei creata. Per quanto riguarda il matrimonio, considerando che frequenti una università cattolica, ti consiglio di assistere a qualche matrimonio e fare attenzione alle parole del celebrante.
    Infine considerando che si presume tu in futuro voglia fare la comunicatrice, ti consiglio di accettare le opinioni altrui e di riflettere un po,' prima di fare dichiarazioni poco felici, soprattutto quando hai a che fare con persone che di certo per cultura non ti sono inferiori.

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  7. Boni, state boni! (cit.)

    :)

    Pubblicità, mandiamo la pubblicità, vai Demo...

    ^_^

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  8. Quando si parla di uomini e donne, ahimé, spesso si finisce per litigare.
    Partendo da ciò, vorrei citare un mito molto famoso, quello degli androgini:

    "Il mito racconta che la completezza autosufficiente rese gli umani androgini così arroganti da immaginare di dare la scalata all'Olimpo, e Zeus (non volendo distruggerli per non privare l'Olimpo dei loro sacrifici), separò ciascuno di loro in due metà, riducendoli a solo maschio e solo femmina."

    ...Di seguito le parole che Platone, nel "Simposio", fa pronunciare ad Aristofane:

    "Queste persone - ma lo stesso, per la verità, possiamo dire di chiunque - quando incontrano l'altra metà di se stesse da cui sono state separate, allora sono prese da una straordinaria emozione, colpite dal sentimento di amicizia che provano, dall'affinità con l'altra persona, se ne innamorano e non sanno più vivere senza di lei - per così dire - nemmeno un istante. E queste persone che passano la loro vita gli uni accanto agli altri non saprebbero nemmeno dirti cosa s'aspettano l'uno dall'altro. Non è possibile pensare che si tratti solo delle gioie dell'amore: non possiamo immaginare che l'attrazione sessuale sia la sola ragione della loro felicità e la sola forza che li spinge a vivere fianco a fianco. C'è qualcos'altro: evidentemente la loro anima cerca nell'altro qualcosa che non sa esprimere, ma che intuisce con immediatezza. Se, mentre sono insieme, Efesto si presentasse davanti a loro con i suoi strumenti di lavoro e chiedesse: "Che cosa volete l'uno dall'altro?", e se, vedendoli in imbarazzo, domandasse ancora: "Il vostro desiderio non è forse di essere una sola persona, tanto quanto è possibile, in modo da non essere costretti a separarvi né di giorno né di notte? Se questo è il vostro desiderio, io posso ben unirvi e fondervi in un solo essere, in modo che da due non siate che uno solo e viviate entrambi come una persona sola. Anche dopo la vostra morte, laggiù nell'Ade, voi non sarete più due, ma uno, e la morte sarà comune. Ecco: è questo che desiderate? è questo che può rendervi felici?" A queste parole nessuno di loro - noi lo sappiamo - dirà di no e nessuno mostrerà di volere qualcos'altro."

    Forse non c'entra molto con i precedenti commenti, ma almeno un piccolo collegamento c'è: qui si parla di uomini e di donne. E di amore. Queste persone non si scontrano; cercano incessantemente la loro metà e, quando la trovano, si sentono amate, giustamente, ma anche LIBERE. Libere, sì. Libere nell'unità. Unità degli opposti? Ma no... No. Uomo e donna non sono opposti, piuttosto COMPLEMENTARI. Uomo e donna si possono sentire liberi sia essendo single sia nel matrimonio, perché esso non è una costrizione, né un obbligo, come può sembrare. Perché se una persona fa una promessa, che sia davanti a Dio o al sindaco, non è costretta da nessuno. La promessa di essere fedele e dedicarsi a chi si ha vicino non è un semplice e riduttivo vincolo, ma qualcosa di molto più vasto e nobile: è raggiungere l'unità, è dedicarsi anche a se stessi, al completamento di se stessi. C'è chi si completa attraverso un'attività, e chi attraverso un partner. E dunque non c'è semplicemente il vincolo, ma la completezza, la felicità di stare insieme.

    Sono comunque le singole persone a decidere per se stesse...
    "La libertà in senso più ampio è anche la facoltà dell'uomo di agire e di pensare in piena autonomia".

    Ringraziamo Dio (per chi crede)
    ringraziamo la legge
    ringraziamo chi ha combattuto per i diritti

    E non si vada a discriminare la donna e a ridurre la sua voglia di esprimersi a puro libertinaggio. Ce ne sono tanti di puttanieri in giro ma, CHISSà PERCHé, nessuno parla di loro. O, se lo fa, è per dire che è bravo... Ma bravo di che?
    Bisogna avere RISPETTO PER TUTTI E TUTTE. RISPETTO. PURO RISPETTO.
    Non sono femminista: cerco solo di mettere in pratica la logica del rispetto. Perché non esistono semplici ruoli... Prima di tutto viene la PERSONA.

    Ricordiamocelo:

    ai giorni nostri, nel 2009, per pensieri fin troppo estremisti, in certe parti del mondo LE DONNE MUOIONO ANCORA PER LA LIBERTà. MUOIONO LAPIDATE PER ADULTERIO, QUANDO L'UOMO SI PUò MUOVERE ALL'INTERNO DELLA POLIGAMIA.

    ...è giusto tutto ciò?


    Grazie infinite per la pazienza

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